Dott.ssa Elena Mini

          
                          
                 
Dott.ssa Elena Mini
                             psicologa psicoterapeuta

                             
Via Martiri della Resistenza, 42 Ancona
                                iscrizione Albo degli Psicologi Regione Marche n. 550


Che cos'è un problema?

Esistono indicativamente quattro criteri per definire un problema a partire da quello che una persona dichiara:
1) sto male, o sono a disagio;
2) attribuisco il mio star male al comportamento di altri o a me stesso;
3) ho cercato di cambiare tale comportamento;
   e infine:
4) non ci sono riuscito.

Se vi riconoscete in questi criteri, avete un problema.

 

Chi è lo psicologo?

Lo psicologo è lo specialista che si interessa di individui, di famiglie,  di gruppi, di comunità per promuovere benessere e diagnosticare e curare eventuali disagi e psicopatologie.

 

 

Cosa fa?

 

Tra le altre cose, ristruttura. Ristrutturare significa dare una nuova struttura alla visione del mondo concettuale e/o emozionale del soggetto e porlo in condizione di considerare i "fatti" che esperisce da un punto di vista tale da permettergli di affrontare meglio la situazione anzichè eluderla, perchè il modo nuovo di guardare la realtà ne ha mutato completamente il senso (....) La ristrutturazione non cambia i fatti concreti ma il significato che il soggetto attribuisce alla situazione (....) (da "Change" di P.Watzlawick, J.H.Weakland, R. Fisch, Casa Editrice Astrolabio)


Quando cercarlo?

Quando ti sembra che nessuno ti capisca
Quando ci sono cose che non capisci
Quando fai fatica a capire quello che ti sta succedendo
Quando tutto ti sembra confusione e caos
Quando sei preoccupato per te o i tuoi cari e non trovi soluzioni
Quando fai qualcosa troppo, o troppo poco (dormire, mangiare, bere, fumare, amare...)



Quali sono i disturbi più frequenti per i quali si richiede l'aiuto di uno psicologo?

1) depressione (leggi la scheda)
2) ansia (leggi la scheda)
3) attacchi di panico e fobie (leggi la scheda)
4) disturbi dell'alimentazione (anoressia, bulimia, binge eating disorder) (leggi la scheda)
5) problemi di coppia e familiari

per ulteriori informazioni https://www.i-s-p.org/it/home.html

                                       http://www.lorenzorecanatini.it/

 

 Come scegliere lo psicologo.

 

Costi.

 

Nel pubblico i prezzi vanno dai 19 euro (circa) per un singolo colloquio, ai 36 euro (circa) per 8 incontri sulla stessa impegnativa rilasciata dal medico di base, a cui va aggiunto il costo dell'impegnativa (10 euro).

 

Il privato ha costi diversi che vanno verificati con il singolo professionista. 

 

Le sedute possono avere cadenza settimanale o quindicinale in base alla problematica presentata e  all'indirizzo formativo del terapeuta scelto. Hanno durata  media di 50 minuti.

 

  

Le differenze tra psicologo pubblico e privato

 

Il privato, rispetto al pubblico, presenta alcuni vantaggi: 

 

  • La flessibilità di orari 
  • Una minore lista di attesa 
  • La scelta dello specialista cui affidarsi
  • Una vicinanza geografica al  lavoro o abitazione

 

 

 

Dove cercare?

 

Posso rivolgermi al mio medico di base, affidarmi al passa-parola di amici e conoscenti, cercare sulle pagine gialle, utilizzare internet. Consiglio comunque, in ogni caso, di verificare se il professionista  scelto è presente nell'albo degli psicologi-psicoterapeuti (per verificare, basta andare su    

 https://areariservata.psy.it/cgi-bin/areariservata/albo_nazionale.cgi e digitarne il nome)

  

Sono motivato?

 

Questa è la parte più importante della scelta. Ogni terapia riuscita poggia sulla capacità e professionalità del terapeuta ma anche sulla volontà del richiedente di operare un cambiamento. Senza motivazione, senza volontà di mettersi in gioco e in discussione, nessuna modifica è possibile. E visto che la psicoterapia è una relazione, bisogna essere a proprio agio con la persona scelta, altrimenti è meglio provare con qualcun altro.

 

Buon lavoro!



                                                                

 
L'intervento psicoterapico e di consulenza mira a favorire il recupero delle risorse presenti nell'individuo e nella famiglia, momentaneamente bloccate nella situazione di crisi, per riattivare il naturale processo di crescita sia dell'individuo che della famiglia, in senso evolutivo.




   non c'è notte così lunga che non
  trovi il giorno

                            Shakespeare



Dott.ssa Elena Mini - psicoterapia  ancona

depressione

depressione - psicoterapia  ancona

La caratteristica essenziale della depressione è l'umore depresso (o anche, nei bambini o negli adolescenti, un umore irritabile), oppure la perdita di interesse o piacere in tutte, o quasi tutte le attività, accompagnati da sintomi associati, per un periodo di almeno due settimane. I sintomi sono presenti per la maggior parte del giorno, quasi ogni giorno, e includono: alterazione dell'appetito (perdita di appetito o incremento), cambiamento di peso (riduzione o aumento), alterazione del sonno (insonnia o ipersonnia), agitazione (incapacità di stare seduti, passeggiare avanti e indietro..) o rallentamento psicomotorio, riduzione di energia, sentimenti di autosvalutazione (valutazioni negative del tutto irrealistiche del proprio valore) o di colpa eccessivi o immotivati, difficoltà a pensare o a concentrarsi, pensieri ricorrenti di morte, o idee o tentativi di suicidio. Spesso l'individuo riferisce di non essere interessato come prima nelle attività usuali, di "non tenere a niente". Il soggetto può non lamentarsi della perdita di interesse, ma i familiari generalmente noteranno l'allontanamento dagli amici e dalla famiglia e il rifiuto di occupazioni che erano prima fonte di piacere.  Comunemente le manifestazioni associate includono facilità di pianto, sentimenti di ansia, irritabilità, preoccupazioni eccessive per quanto riguarda la salute fisica, attacchi di panico e fobie.


ansia

L'ansia è uno stato d'animo complesso, avvertito dal soggetto come una sensazione di penosa aspettativa di pericolo a volte imminente, senza che vi sia un oggetto reale a provocarlo. Procura sintomi somatici e psichici.

Tra i sintomi fisici abbiamo:
- sintomi a carico dell'apparato cardiovascolare (tachicardia, palpitazioni, sbalzi
  pressori..)
- sintomi respiratori (respirazione alterata, tosse stizzosa, dolore in sede toracica,
  singhiozzo...)
- sintomi gastro-intestinali ("bolo esofageo", crisi di nausea, vomito o diarrea,
  secchezza della bocca....)
- sintomi genito-urinari (alterazioni del ciclo mestruale, ...)
- sintomi sensitivo-sensoriali e cutanei (crisi di prurito, sodurazione abbondante,
  ronzio auricolare...)

Tra i sintomi psichici abbiamo:
- un'organizzazione ansiosa che coinvolge tutti i vissuti e le relazioni del soggetto
- sentimenti di qualità pessimistica, inibenti o paralizzanti che rendono il soggetto
  inquieto, apprensivo, incerto, preoccupato, teso. L'insieme crea quella situazione
  di penosa attesa di un pericolo, avvertito come imminente, senza che vi sia un
  oggetto reale a provocarlo
ansia ansia [794 Kb]

attacchi di panico e fobie

attacchi di panico e fobie - psicoterapia  ancona
Nell'attacco di panico si ha un individuo che, intento in un'attività "apparentemente" routinaria, avverte in modo acuto, improvviso ed imprevedibile un'ansia intollerabile, il serrarsi di un nodo alla gola, un'angosciante "fame d'aria", il battito del cuore tachicardico, vertigine, senso di svenimento. Infine il soggetto sperimenta la paura di perdere il controllo della propria mente o, peggio, di morire.. I sintomi raggiungono il culmine in pochi istanti, durano mezz'ora o più, al termine della crisi possono rimanere sensazioni di cefalea, tensione muscolare, apprensione. Quasi sempre il soggetto ricorda con precisione l'occasione della sua prima crisi. L'idea che sempre si fa, dopo il primo attacco, è che il suo problema sia di ordine fisico e chiede aiuto al suo medico. Spesso dopo pochi giorni, o settimane, compare con caratteri analoghi una seconda crisi. Una crescente paura che gli attacchi possano ripeteresi inizia ad invadere tutta la sua vita. Questo fenomeno è definito ansia anticipatoria che, quando raggiunge elevati livelli di intensità, può dar luogo ad una condotta di evitamento fobico, di cui in seguito l'agorafobia (ansia legata a spazi aperti ed affollati) sarà l'espressione più frequente.

disturbi dell'alimentazione

disturbi dell'alimentazione - psicoterapia  ancona
Anoressia nervosa
1) rifiuto di mantenere il peso corporeo al di sopra del peso minimo
    normale per l'età e per la statura;
2) intensa paura di acquistare peso o di diventare grassi, anche quando
    si è sottopeso;
3) alterazione nel modo in cui un soggetto vive il proprio peso corporeo,
    le proprie misure o forme;
4) nelle femmine, assenza di almeno 3 cicli mestruali consecutivi, quando
    non vi siano altre ragioni potenzialmente responsabili

Bulimia nervosa
1) ricorrenti episodi di "abbuffate" (consumazione rapida di un gran
    quantitativo di cibo in un modesto periodo di tempo);
2) sensazione di mancanza di controllo sul proprio comportamento
    alimentare nel corso delle abbuffate;
3) la persona regolarmente si dedica al vomito auto-indotto, all'uso di
    lassativi o diuretici, a diete ristrette o al digiuno, oppure a forma di
    rigorosa disciplina finalizzate al fatto di evitare aumenti di peso;
4) una media minima di due episodi di abbuffata la settimana per un
    periodo di almeno 3 mesi;
5) persistente eccessiva preoccupazione a riguardo della forma e del
    peso del corpo.

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psicoterapia  ancona

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